Il concorso

“UNO SGUARDO NUOVO PER CAMBIARE IL MONDO”

Migranti, ambiente, disuguaglianze, nuovi stili di vita
Concorso nazionale

per scuole primarie e secondarie di I e II grado d’Italia

Edizione 2017/2018

 

Premessa

Viviamo un momento storico molto particolare, pieno di incertezze, dove muri, fili spinati e violenza sembrano rispondere al senso di insicurezza che la crisi, con l’aumento della povertà, ha ingigantito soprattutto nei confronti del fenomeno migratorio. Eppure, la migrazione è solo la punta dell’iceberg di una condizione umana sempre più a rischio. Povertà, fame, violenza, degrado ambientale, riscaldamento globale, disastri naturali, odierni conflitti nel nome del petrolio, lotte per la terra, per l’acqua e per il cibo, sono tutte facce della stessa drammatica realtà, una profonda e mai risanata ingiustizia sociale, che rende il nostro mondo, oggi, più fragile e a rischio.

Solo nel 2015, sono state 27,8 milioni le persone sfollate nel mondo, di cui la maggior parte – 19,2 milioni – per disastri naturali. Milioni e  milioni di esseri umani che ogni anno si mettono in cammino, spesso all’interno dei confini nazionali, per sfuggire a eventi catastrofici e ad emergenze climatiche, dovute in larga parte all’inquinamento provocato dagli esseri umani. Edmund Hillary, noto alpinista e ambientalista, disse che: ”I problemi ambientali sono veri problemi sociali: essi cominciano con le persone in quanto causa e finiscono con le persone in quanto vittime. Oggi è evidente la necessità di cambiare, di invertire la rotta. Ma non sono certamente i muri la risposta giusta. Non è difendendo un diritto individuale ma la dignità della persona, promuovendo il progresso collettivo  che si permette a tutti di vivere in pace, giustizia e dignità.

La nostra vera identità

Se costruissimo un albero genealogico di un qualunque cittadino, vedremmo che gli apporti ancestrali che lo permeano, provengono da ogni parte. Le identità sono quanto di più permeabile ed evolutivo si possa concepire. Le identità di ciascuno di noi non sono separate ma si sovrappongono, si confondono.

Fece molto scalpore il test proposto da Momondo “The DNA Journey”, il cui video circola ancora su internet, in cui 67 persone si sottoposero allo studio del loro Dna, scoprendo legami con popoli da sempre ignorati o addirittura avversati (https://www.youtube.com/watch?v=WD_oqdhcrzA )

Di fronte alla ancestrale paura del diverso, a questi rigurgiti xenofobi che oggi sembrano invadere le nostre società, spesso cavalcati da scaltri politici per giustificare orribili ingiustizie, diventa urgente una profonda riflessione su quale futuro, davvero, vogliamo e come possiamo cambiarlo.

“…il prezzo della libertà può essere talvolta l’indifferenza per la sorte dei silenziosi e degli umiliati”                      ( da “La mia Europa”, Czelaw Milosz)

 

 

Il Sud Sudan

Il Sud Sudan, il più giovane degli Stati africani, nato solo nel 2011 dopo oltre 50 anni di guerra civile, è un paese ancora oggi attraversato da violenze e conflitti interni che hanno giù causato la fuga di quasi 3 milioni di persone, soprattutto donne e bambini, rifugiati nel vicino Uganda, in Kenya e parte in Etiopia.

I combattimenti quotidiani, lo stato di incertezza politica e le violenze continue, accanto allo stato di povertà già estremo della popolazione, hanno di fatto, in questi anni, impedito le coltivazioni e lo sviluppo di sistemi agro alimentari, portando il paese, come purtroppo previsto dall’ONU già nel 2013, ad una delle più gravi crisi ambientali ed umanitarie conosciute.

Secondo il WFP, oltre ai quasi tre milioni di sfollati e profughi, sono oltre 4 milioni le persone a rischio per mancanza di cibo e acqua, la metà dei quali bambini.

L’impegno della Fondazione Cesar

In Sud Sudan, nei territori dove Cesar opera da 17 anni, al fianco della Diocesi di Rumbek, si vive ogni giorno il dramma di migliaia di sfollati interni, privi di ogni cosa, che si aggiungono ad una comunità già colpita dalla fame, dalla povertà e dalle malattie. Un fenomeno che richiede un grande impegno e un’azione continua in condizioni di perenne emergenza, cui noi cerchiamo di affiancare progetti di sviluppo e attività di formazione e istruzione delle donne e dei più giovani in particolare, con importanti iniziative come il Centro di Formazione degli insegnanti, a Cueibet, oggi in funzione e in piena attività.

La Fondazione Cesar opera,  sempre nel nome e nel ricordo di Padre Cesare Mazzolari, comboniano, vescovo di Rumbek, portando avanti progetti di educazione, sanità, acqua, sviluppo e promozione umana, in collaborazione con partner locali, sia in Sud Sudan che in Congo, nel sud Kivu; ha inoltre, una intensa attività di informazione e sensibilizzazione sul territorio italiano, con progetti di sostegno e sviluppo anche locale in partnership con Istituzioni e altre organizzazioni.

A questo impegno quotidiano si è ispirato il Concorso Nazionale proposto al MIUR.

 

Coordinatrice progetto: Anna Fabbricotti

Tel. 030.2180654 – mob + 39 393.0029587

e-mail: info@fondazionecesar.org

www.fondazionecesar.org

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.