Il concorso

DONNA COME LA VITA

La condizione femminile tra violenze e diritti
Concorso nazionale

per scuole primarie e secondarie di I e II grado d’Italia

Edizione 2018/2019

 

Premessa

Riflettendo sul contesto sud sudanese e sull’impegno profuso per l’istruzione quale strumento fondamentale per lo sviluppo, l’Istituto Comprensivo di Arenzano e la Fondazione CESAR intendono stimolare il dibattito sul tema femminile tra le giovani generazioni. Partendo dalle enormi sfide che le donne del Sud Sudan si trovano ad affrontare, attraverso il concorso per la scuola Donna come la vita s’intende offrire un’occasione di conoscenza e approfondimento su argomenti globali ma poco diffusi, oltre che un’opportunità concreta per collegare i contenuti delle materie scolastiche alle problematiche attuali legate alla questione di genere, nella nostra società e nel sud del mondo.

Il contesto

Oltre il 60% della popolazione in Sud Sudan è femminile. Il dato è conseguenza diretta di oltre 50 anni di conflitto seguito all’indipendenza del Sudan dal dominio inglese. Gli anni di guerra hanno privato le donne dei loro mariti e dei loro figli. A questo si aggiunge una tradizione culturale discriminatoria e l’estrema povertà, fattori che minano alle basi la promozione dei diritti e la capacità per le donne di partecipare attivamente allo sviluppo della nazione.

Oltre l’80% delle donne sud sudanesi è analfabeta, e il 50% delle ragazze sotto i 18 anni d’età già sposata, dato che contribuisce all’alto tasso di mortalità materno‐infantile nel Paese, tra i più elevati registrati nel mondo. Anche se il numero delle bambine iscritte a scuola è aumentato dal 2005, anno della firma del trattato di pace, la percentuale di ragazze a scuola rispetto ai coetanei maschi rimane ferma ad un 37%.

Anche dopo l’indipendenza, proclamata nel 2011, il Sud Sudan continua a soffrire di conflitti interetnici, con molte donne e bambini tra le prime vittime degli scontri. In particolare, la violenza sessuale rappresenta una vera e propria arma di guerra, trasformando uno scenario già cupo di una tragedia indicibile. Solo nel 2017, come riporta una relazione diffusa da Amnesty International, migliaia di donne e ragazze sud sudanesi hanno subìto stupri nel corso di aggressioni sessuali di natura etnica durante il conflitto, e stanno affrontando gravi conseguenze dal punto di vista psicologico.

Un recente rapporto commissionato da Plan International, organizzazione internazionale per i diritti delle bambine nel mondo, ha voluto esplorare il mondo delle adolescenti e delle loro famiglie e comunità in Sud Sudan. Sulla base di ricerche condotte con ragazze tra i 10 e i 19 anni, è emerso che negli ultimi 5 anni il conflitto civile in Sud Sudan ha lasciato una ragazza suicida su quattro: le violenze e i soprusi causati dalla guerra hanno lasciato insicurezza, paura di essere nuovamente stuprate, picchiate, rapite e uccise, eliminando ogni prospettiva futura e con essa ogni speranza.

L’impegno della Fondazione Cesar

Il ruolo fondamentale che le donne dovrebbero avere nello sviluppo politico, economico e culturale del Sud Sudan non può essere sottovalutato. Anche se il governo sud sudanese ha espresso la volontà di raggiungere un’uguaglianza di genere, poco è stato fatto a livello istituzionale per concretizzare quest’obiettivo, mentre la necessità di un approccio strategico e sostenibile, in grado di restituire alle donne la consapevolezza dei loro diritti e la dignità, è evidente.

Per questo assicurare le giovani sud sudanesi da possibili violenze, garantire loro un ambiente sicuro nel quale vivere, studiare, crescere e formarsi dal punto di vista educativo e personale è uno tra gli impegni prioritari di Fondazione CESAR sin dai primi anni di attività. Per volontà del suo fondatore, padre Cesare Mazzolari, nel 2008 ha aperto i battenti la Loreto Girls Secondary School di Rumbek, una scuola secondaria per ragazze adolescenti provenienti da diverse regioni del Sud Sudan. Da allora, il complesso scolastico si è ampliato, e alle 300 ragazze che frequentano le 4 classi della secondaria si sono aggiunti anche gli alunni dell’annessa scuola elementare e il personale che serve il nuovo punto di primo intervento sanitario installato all’interno dello studentato, per una comunità di circa un migliaio di persone che ad oggi rappresenta un’eccellenza nel settore educativo di tutto il Sud Sudan.

Gestita dalle sorelle di Loreto, la scuola è tra i partner locali attraverso i quali Fondazione CESAR sostiene ogni anno numerose ragazze sud sudanesi nel loro percorso di studi. Attraverso i suoi sostenitori, CESAR è impegnata nell’erogazione di borse di studio che possano garantire alle ragazze della Loreto School, spesso molto vulnerabili e impossibilitate a sostenere da sole le spese degli studi, cibo sicuro, un luogo accogliente e protetto dalle minacce di violenza, insegnanti qualificati per apprendere nuove competenze, e innanzitutto una comunità di coetanee con cui imparare a vivere pacificamente, nel rispetto e nella fraternità reciproca. La conoscenza e l’istruzione, per Fondazione CESAR così come per la Loreto School, costituiscono le basi fondanti su cui le giovani sud sudanesi possono costruire una consapevolezza e un’indipendenza mai sperimentate prima.

 

Obiettivi didattici e formativi

  1. Acquisire maggiore consapevolezza sul tema della condizione femminile e della disuguaglianza di genere
  2. Acquisire capacità critica nei confronti di comportamenti e dinamiche relazionali che evidenziano legami “tossici” e non rispettosi, guidati da stereotipi e pregiudizi legati al mondo femminile
  3. Accrescere l’attenzione sull’utilizzo del linguaggio verbale e non verbale, e di come esso possa contribuire a rafforzare il pregiudizio (la classica frase “è roba da femmine”) ed essere canale attraverso cui passa la violenza (o al contrario il rispetto, quando utilizzato consapevolmente)
  4. Avviare un dialogo costruttivo tra pari su argomenti che toccano da vicino anche la nostra quotidianità, per quanto concerne la tutela dei diritti fondamentali, la convivenza equilibrata tra maschile e femminile e la ricchezza umana che ne scaturisce

A questo impegno quotidiano è ispirato il Concorso promosso dall’Istituto Comprensivo di Arenzano e da CESAR – Fondazione Mons. Cesare Mazzolari Onlus.

 

Coordinatrice progetto: Nicoletta Pollini
Tel. 030.2180654
e-mail: progettoitalia@fondazionecesar.org
www.fondazionecesar.org

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