Padre Cesare Mazzolari

La vita, la missione e l’eredità del Vescovo di Rumbek

Padre Cesare Mazzolari (Brescia, 9 febbraio 1937 – Rumbek, 16 luglio 2011) è stato una delle figure più significative nella storia recente del Sud Sudan: missionario comboniano, vescovo, educatore, uomo di pace e voce instancabile dei diritti umani. Per oltre trent’anni ha condiviso la vita, le ferite e le speranze del popolo sudsudanese, diventando un punto di riferimento spirituale, sociale e umano in uno dei contesti più fragili del mondo.

Gli anni della formazione e la missione negli Stati Uniti

Entrato giovanissimo nel seminario dei Comboniani, fu ordinato sacerdote a San Diego, in California, il 17 marzo 1962. Negli Stati Uniti operò a Cincinnati tra afroamericani e lavoratori messicani, maturando una profonda sensibilità verso le ingiustizie sociali e la difesa dei più vulnerabili. Questa esperienza segnerà per sempre il suo modo di vivere il Vangelo.

L’arrivo in Sudan e gli anni della guerra

Nel 1981 venne inviato in Sudan, prima nella diocesi di Tombura‑Yambio e poi nell’arcidiocesi di Juba. Erano anni segnati dalla guerra civile, dalla fame e dalla violenza. Padre Cesare condivise tutto con la popolazione: insicurezza, bombardamenti, sfollamenti, carestie. Nel 1990 fu nominato Amministratore Apostolico della diocesi di Rumbek, un territorio vastissimo e devastato dal conflitto. In quello stesso anno liberò 150 bambini ridotti in schiavitù, gesto che divenne simbolo del suo impegno per la dignità umana.
Riaprì missioni abbandonate, sostenne scuole e percorsi educativi per giovani rifugiati in Kenya, e non smise mai di denunciare le violazioni dei diritti umani. Nel 1994 venne sequestrato dai guerriglieri dello SPLA e trattenuto per 24 ore, continuando poi la sua missione senza esitazioni.

Vescovo di Rumbek: un pastore per la pace

Il 5 novembre 1998 fu nominato vescovo da Papa Giovanni Paolo II e consacrato il 6 gennaio 1999. Il suo motto episcopale era:“Per reconciliationem et crucem ad unitatem et pacem”  (Attraverso la riconciliazione e la croce alla pace e all’unità).
Da Rumbek lanciò appelli alla comunità internazionale affinché non dimenticasse il popolo sudsudanese.
Era un uomo di frontiera, capace di dare voce a chi non aveva voce, di costruire ponti, di sostenere processi di riconciliazione in un Paese lacerato.

La nascita di Cesar

Nel 2000 fondò CESAR – Coordinamento degli Enti Solidali A Rumbek – per garantire continuità al sostegno educativo, sanitario e sociale rivolto alle comunità sudsudanesi. CESAR nacque come risposta concreta alla necessità di creare un ponte stabile tra l’Italia e il Sud Sudan, affinché nessuno venisse dimenticato.

L’indipendenza del Sud Sudan e l’ultimo dono

Il 9 luglio 2011, giorno dell’indipendenza del Sud Sudan, Padre Cesare pronunciò il discorso ufficiale della nascita della nuova nazione. Per il popolo sudsudanese è considerato uno dei “padri del Sud Sudan”, per il ruolo svolto nella difesa dei diritti, nell’educazione e nella costruzione della pace.
Una settimana dopo, il 16 luglio 2011, morì improvvisamente mentre celebrava la Messa. Per sua volontà, la salma riposa nella cattedrale di Rumbek, “vicino al suo popolo”.

Eredità

L’eredità di Padre Cesare vive oggi nelle scuole, nei centri sanitari, nei progetti educativi e nelle comunità che ha accompagnato per decenni. Vive soprattutto nella missione di CESAR, che continua il suo impegno per la dignità, la pace e lo sviluppo del Sud Sudan.

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