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10 Novembre 2014

LA GUERRA INFINITA

Sono passati 9 anni dalla fine della lunga guerra civile, e 3 anni dal indipendenza del Sud Sudan, diventato il 54° stato africano, ma le tensioni tra i due Paesi sono ancora forti. Molte le questioni aperte, a partire dal petrolio, da sempre prima fonte di ricchezza del governo di Khartoum, oggi in piena crisi economica e sommerso da conflitti interni e ribellioni, ma anche da alcune aree del territorio al confine tra i due Stati, ancora oggi al centro di contese. Tra i due inoltre c’è da mesi un aspro scambio di accuse: secondo Khartoum il governo sud sudanese sostiene i ribelli del Darfur, amici e loro alleati durante la guerra civile, mentre secondo Juba il governo sudanese sostiene i ribelli guidati dall’ex presidente Riech Machar, allo scopo di recuperare il controllo delle regioni petrolifere sud sudanesi.

 

A conferma dello scontro e delle convinzioni delle parti, domenica scorsa l’aviazione di Khartoum ha bombardato un villaggio nella regione Western Bahr El Ghazal, in Sud Sudan, vicino al confine con il Sudan e il Centrafrica, facendo almeno 35 morti e 17 feriti tra i civili. L’obiettivo del raid, secondo fonti ufficiali sudanesi, era una base del Movimento giustizia e uguaglianza (JEM), un gruppo ribelle che opera nella regione sudanese del Darfur, ma i governatori della regione hanno ribattuto che non c’era alcuna prova e che il raid è stato solo un episodio “barbaro e gratuito” e non preceduto da alcun tipo di provocazione.

In questo clima si sono incontrati giovedì scorso i due presidenti, ed ex acerrimi nemici, Salva Kiir, presidente del Sud Sudan ed ex comandante del Sudan People Liberation Army, e Omar Hassan Al Bashir, presidente, del Sudan, per un primo colloquio in vista delle trattiva per la demarcazione dei confini nelle aree contese tra i due Paesi. In una nota diffusa subito dopo, si legge che il negoziato sarà condotto da un comitato ad hoc e che entrambe le parti hanno accettato di interrompere qualsiasi sostegno a gruppi ribelli attivi dall’altro lato della frontiera.

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