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27 Aprile 2015

INFLAZIONE ALLE STELLE E FAMIGLIE IN GINOCCHIO

24/04/2015 – Lo stallo politico prosegue in Sud Sudan. A 16 mesi dallo scoppio della crisi, il conflitto continua a non dare tregua alla popolazione. Come se non bastasse, a stringere le famiglie sud sudanesi nella morsa è anche la pesante inflazione.

Le aree interessate dal conflitto hanno visto un aumento drastico dei prezzi alimentari, che nello scorso febbraio ha toccato anche il 300% negli stati di Unity, Alto Nilo e Jongley. La sterlina sud sudanese sta perdendo rapidamente valore: basti pensare che, mentre il tasso ufficiale di cambio con il dollaro rimane fisso a 3,2 pound, di contro i tassi di mercato sfiorano i 7 pound al dollaro. Questo aumenta notevolmente il costo delle importazioni alimentari, pesando sui bilanci già magri delle famiglie.

Sono oltre 2,5 milioni le persone che soffrono la fame in Sud Sudan. Entro giugno, con l’avvento della stagione delle piogge, la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente con un altro milione di individui a rischio fame, come spiega FewsNet (Rete internazionale dei sistemi di allerta preventiva contro la carestia).

Queste condizioni rendono essenziali gli aiuti umanitari, anche se l’urgenza prioritaria per il bene della popolazione rimane la fine del conflitto. Una pace in grado di dare stabilità e sicurezza, e che non può racchiudersi solo in un accordo di suddivisione del potere tra le élite politiche e militari. In questo se pur difficile percorso, la comunità internazionale e i leader locali hanno un ruolo decisivo.

(fonte: Gurtong Peace and Media Project)       

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