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2 Agosto 2020

Notizie dalla “Loreto School” di Rumbek (Sud Sudan)

“Loreto School” chiusa per contrastare la pandemia

Notizie in arrivo dalla “Loreto School” di Rumbek (Sud Sudan),  dove i nostri missionari sul campo stanno sperrimentando la convivenza con la pandemia.  Il complesso della “Loreto School” è stato chiuso per limitare la diffusione del Covid-19.  Il personale (uomini e donne) rimasto nella scuola per lavoro è stato suddiviso in gruppi per la preparazione dei pasti. Questo ha dato vita ad uno scambio di aiuto reciproco utile e importante. Cucinare in Sud Sudan è un’azione tipica ed esclusiva del mondo femminile, ma in questa situazione anche gli uomini stanno cucinando con partecipazione, evidenziando che certi lavori possono esser svolti sia dalle donne che dagli uomini e che è possibile andare oltre i ruoli di genere tipici della famiglia sud sudanese.

Non solo pandemia, ma anche altro lavoro

 17 gli studenti della scuola primaria e secondaria  della “Loreto School” sono stati suddivisi in tre squadre per la produzione di mattoni (più di 300 al giorno). I mattoni verranno utilizzati nella scuola per la costruzione di un muro tra il giardino e gli spazi riservati agli animali. Lo scopo è impedire agli animali di entrare nel giardino e mangiare le colture. Ora gli studenti coinvolti (maschi e femmine) impareranno a costruire il muro.

Consulenza, dialogo, sport e disegno per affrontare il Covid-19

La pandemia sta seminando paura nella comunità e anche molta ansia. Proprio per combattere questi sentimenti destabilizzanti, suor Petra della “Loreto School” ha compiuto un azione di grande valenza umana offrendo sessioni di consulenza psicologica di gruppo e individuali. Il fine di questi incontri è stato, ed è, quello di aiutare le persone a trovare una stabilità mentale per convivere con  il virus.  Alcune proposte per gestire la convivenza con il Covid-19 sono lo sport, il disegno, parlare con gli altri e passare il tempo a riflettere.

Cosa accade nel Centro di assistenza sanitaria del Mary Ward

Per affrontate la pandemia al Centro di assistenza sanitaria primaria Mary Ward (PHCU) sono arrivati nuovi dispositivi di protezione individuale e, a giugno, è giunto  da Nairobi (Kenya) anche un camion carico di medicine, attrezzature mediche e forniture. I dispositivi di protezione stanno permettendo di affrontare il virus. Le medicine sono in uso per  dare assistenza alla popolazione colpita  anche da altre malattie (la malaria).

Formazione del personale per contrastare la pandemia

Per una maggiore competenza nell’affrontare il Covid-19 il personale dell’ospedale ha fatto corsi di formazione. In particolare 9 membri dello staff hanno partecipato ad un corso di tracciamento dei contatti del Covid-19, offerto online dalla Johns Hopkins University (USA), attraverso la piattaforma di apprendimento aperta Cousera. Il corso ha dato informazioni sul periodo di incubazione, sulla manifestazione del Covid-19 e su cosa fare per dare il via alla ricerca dei contatti per ridurre al minimo la diffusione del virus. Il percorso è durato due settimane e ha rilasciato i certificati di completamento anche se, come ci giunge notizia da Rumbek, l’intenzione è di terminare il corso in tutte le sue parti.

Distanziamento preventivo

Sempre al Centro di assistenza sanitaria primaria del Mary Ward, il personale addetto ai lavori sta fornendo servizi sanitari essenziali e ha adottato un sistema di tende all’aperto (quattro) per garantire le distanze di sicurezza e fornire assistenza medica a coloro che giungono all’ospedale.

 

 

 

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