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16 Settembre 2020

Sud Sudan resta l’emergenza fame. Cosa ha fatto CESAR

L’emergenza fame è una della maggiori piaghe che affliggono il Sud Sudan. A renderla tale l’instabilità politica ancora presente nonostante la formazione di un governo nello scorso febbraio. Accanto ad essa vanno ricordate altre ragioni che rendono precaria la sopravvivenza della popolazione: le frequenti inondazioni, la costante malnutrizione, il costo degli alimenti spesso troppo elevato per le possibilità economiche delle genti, il Covid-19 e le altre malattie già presenti. Significativi da questo punto di vista i dati registrati dal WFP (World Food Programm) per il Sud Sudan che evidenziano la gravità della situazione con:

  • 48 milioni di persone che affrontano un’insicurezza alimentare acuta rilevata tra maggio e luglio (IPC),
  • 7 milioni le donne e i bambini gravemente malnutriti (IPC),
  • 47 milioni di sfollati interni (OCHA),
  • 2 milioni i rifugiati sud sudanesi
  • 5 milioni le persone assistite dal WPF
  • quasi 190.000 (UNMISS) le persone in cerca di protezione presso le Nazioni Unite

 

L’agire di CESAR

La nostra fondazione ha avuto come punto d’azione l’ospedale di Marial Lou (contea di Tonj, Stato di Warrap) prima e, dal 2018 quello di Gordim (contea di Aweil East Nord), in Sud Sudan, dove è attivo un programma nutrizionale rivolto a mamme e bambini in stato di malnutrizione acuta, grave o moderata.

I dati da Gordim Gennaio-Agosto 2020

I dati che ci sono arrivati da GORDIM evidenziano i numeri raccolti sulla malnutrizione del periodo di Gennaio-Agosto 2020. In questa fase  sono state compiute una serie di indagini per individuare il tasso di precarietà alimentare dei bambini. Analisi fatte per inserirli poi nel programma alimentare sulla base dei risultati degli indici IMC (indice di massa corporea) e MUAC (misurazione della circonferenza del braccio tramite un braccialetto. Con misura inferiore ai 12,5 cm è malnutrizione media o grave)

 

Grazie a questo programma abbiamo raggiunto:

  • 4213 i bambini minori di 5 anni sono stati sottoposti a screening per verificare il grado di malnutrizione, mentre sono stati 9883 quelli con più di 5 anni sottoposti allo stesso esame
  • 3777 i piccoli sottoposti al MUAC
  • Sono risultati malnutriti 1021 bambini di cui:
  • 117 bambini affetti da malnutrizione acuta grave
  • 904 bambini affetti da malnutrizione moderata
  • 900 bambini hanno beneficiato della distribuzione del Plumpy Nuts (biscotti ad alto contenuto energetico) per contrastare la malnutrizione.
  • 1444 i bambini sottoposti a vaccino
  • 1703 sono state le visite prenatali
  • 5150 le future mamme sensibilizzate grazie a degli incontri sull’importanza di un’educazione igienico sanitaria e sulle adeguate modalità nutrizionali.

 

I bambini ammessi al programma per contrastare la malnutrizione e recuperare un giusto peso sono stati sottoposti a un monitoraggio e visite mediche costanti per verificare l’efficacia dei trattamenti e il loro miglioramento.  Importante e continuo, oltre al monitoraggio dei piccoli, è anche il lavoro di sensibilizzazione alle giuste norme alimentari e igieniche rivolto alle donne incinta e future madri. Tanti piccoli gesti che permetto a CESAR di portare aiuto e sostegno alle genti del Sud Sudan.

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