Cesar: 25 anni insieme per il Sud Sudan
2000-2025 ripercorriamo insieme il cammino di Fondazione Cesar, al fianco del Sud Sudan da 25 anni.
Anno 2000 nasce Associazione Cesar
Nasce l’Associazione Cesar (Coordinamento Enti Solidali a Rumbek) per volontà di padre Cesare Mazzolari. La realtà nasce come un eterogeneo gruppo di persone che ha accolto gli appelli e le richieste di aiuto di mons. Cesare Mazzolari. Da allora come Cesar insieme ascoltiamo e, tenacemente amplifichiamo, la voce di un vescovo e del suo popolo che chiedono giustizia e pace. Già nel 1999, anche il Comune di Toirano (Savona) con sindaco Marco Bertolotto accolse l’appello del vescovo Mazzolari e stipulò un gemellaggio tra il Comune di Toirano e la missione di Yirol, in Sud Sudan.
- P. Cesare con Papa Giovanni Paolo II
- P. Cesare al lavoro
- P. Cesare durante una celebrazione
Anno 2001
Grazie ad una raccolta di fondi realizzata in Italia, la nostra associazione riesce a dare un piccolo contributo per sostenere le spese di costruzione degli ospedali di Mapourdit a 20 Km a nord di Aluaakluak e Akot sulla strada principale che collega Rumbek a Yirol e Marial Lou nello Stato di Warrap. Abbiamo inoltre contribuito al mantenimento delle scuole e dei dispensari nelle missioni di Rumbek e Yirol e a realizzato alcuni pozzi per l’acqua.
- Esterno dell’ospedale di Mapourdit
- Interno dell’ospedale di Marial Lou
- Pozzo manuale a Rumbek
Anno 2002
La seconda guerra civile tra l’esercito di Karthoum e l’ SPLA (Movimento di Liberazione Popolare) scoppiata nel 1983 si inasprisce provocando un totale di 2 milioni di morti e 4 milioni di sfollati. In questa fase, padre Cesare partecipa attivamente alle trattative per un cessate il fuoco. I colloqui di pace tra i ribelli del sud e il governo fecero progressi sostanziali nel 2003 e all’inizio del 2004. In questi anni abbiamo provveduto, nonostante le difficoltà, ad implementare progetti sanitari come l’avvio dell’ospedale di Mapuordit, programmi a sostegno dei malati di lebbra e dei non vedenti; ma anche progetti educativi di supporto al funzionamento delle scuole primarie di Agangrial, Rumbek e Yirol.
- Padre Cesare con cieco a causa della lebbra
- Progetto a sostegno dei malati di lebbra
- Scuola Primaria Comboni Yirol
Anno 2004
Mentre vengono avviati i colloqui di pace tra il governo centrale e i ribelli del sud, l’emergenza sfollati prende il sopravvento nella Diocesi di Rumbek. Per fronteggiare questa situazione abbiamo distribuito aiuti di prima necessità agli sfollati, perforato pozzi, trasportato materiali e dato supporto alle scuole.Per dare voce alla popolazione della Diocesi di Rumbek abbiamo allestito una mostra fotografica a Brescia dal titolo “SUD SUDAN – LA STORIA INCERTA” presentata dalla neo-eletta presidente di CESAR Mariangela Rossini.
- Distribuzione aiuti agli sfollati
- Mariangela Rossini, Presidente di Cesar, con p. Cesare
- Mostra fotografica Sud Sudan
Anno 2005
Il 9 gennaio viene siglato il Comprehensive Peace Agreemet: un insieme di accordi sottoscritti dal Movimento per la liberazione del Sud Sudan e il governo del Sudan, il cui scopo era quello di terminare la seconda guerra civile sudanese. Il 31 gennaio 2005 una delegazione del Comune di Gussago (Bs) si reca in visita alla missione di Aliap insieme a padre Cesare Mazzolari per sottoscrivere un gemellaggio di fraternità, rispondendo alla chiamata “Africa chiama… Gussago Risponde!”. Questo motto è diventato il richiamo familiare ad un impegno concreto che la Comunità di Gussago si è assunta con Aliap, missione della Diocesi di Rumbek.
- 9 gennaio 2005- Firma Comprehensive Peace Agreement
- Omar al-Bashir e Dr. John Garang firmano il CPA
- Gemellaggio tra Gussago (Bs) e Aliap
Anno 2006
Continua il nostro impegno all’interno delle missioni della Diocesi di Rumbek in ambito educativo (con particolare attenzione nei confronti della formazione delle ragazze) e di sviluppo (implementazione del progetto agricolo ad Adidir a favore della comunità dei lebbrosi e a Tonj dove vengono avviate piccole coltivazioni di legumi e cerali). Per quanto riguarda i progetti in ambito sanitario nasce l’ONG Arkangelo Ali Association guidata da Lina Sala e dal Dr. Callixte Minani che fin dal 1997 hanno gestito il Dipartimento Sanitario della Diocesi di Rumbek.
- Primo Gruppo Studentesse frequentanti la Loreto Secondary School
- Progetto agricolo per lebbrosi della comunità di Adidir
- Lina Sala e Dr. Callixte Minani di Arkangelo Ali Association
Anno 2007
Mentre scoppia la guerra civile nella regione del Darfur (fra le milizie filogovernative arabe e le popolazioni mussulmane nere) continua il nostro supporto all’educazione con particolare attenzione a quella femminile. Proprio in questo anno prende il via un corso di cucito e sartoria, presso il Centro Santa Monica di Rumbek, che permetterà alle donne partecipanti di realizzare divise scolastiche e biancheria per gli ospedali in modo da aver garantito un piccolo introito economico. Per quanto riguarda i progetti sanitari ci siamo occupati della formazione di 40 ostetriche locali e 40 operatori sanitari di villaggio presso le missioni di Yirol, Tonj e Mapourdit. Abbiamo inoltre realizzato un edificio destinato ad ospitare un mulino per la macinatura dei cereali, presso la comunità di lebbrosi di Adidir, in modo da favorirne il reinserimento lavorativo.
- Progetto Mulino lebbrosi Adidir
- Corso di sartoria Rumbek
- Operatori sanitari di villaggio
Anno 2008
Il censimento del 2008 ha calcolato una popolazione di 8.260.490 abitanti in Sud Sudan, ma i dati sono molto approssimativi in quanto la popolazione rurale è difficilmente raggiungibile. Oggi la popolazione sud sudanese è stimata fra gli 11.000.000 e i 13.000.000 di abitanti. Nello stesso anno la Diocesi di Rumbek riceve in donazione dal Governatore di Cuiebet un appezzamento di terreno di 30.000 mq dove poi sorgerà il Mazzolari Teacher Training Center. Inoltre abbiamo provveduto ad acquistare un mezzo 4×4 per distribuire zanzariere, informare la popolazione della Diocesi su come prevenire la malaria e fornire terapie antimalariche. Abbiamo anche realizzato il film/documentario “A very good morning”, in collaborazione con Kinè s.n.c., in cui raccontiamo la storia di quattro donne sud sudanesi, di un viaggio compiuto con silenziosa fiducia e determinazione, della loro richiesta di garantire educazione per i propri figli, quell’educazione che loro, in una cultura fortemente patriarcale, non hanno mai avuto.
- Terreno MTC a Cueibet
- Documentario
- Automezzo 4×4 per le Missioni
Anno 2009
Nel 2009, la situazione in Sudan era segnata dalla crisi umanitaria nel Darfur e dall’imminente svolgimento di elezioni politiche. La Corte Penale Internazionale aveva emesso un mandato d’arresto per il presidente Al-Bashir per aver diretto una campagna di uccisioni di massa, stupri e saccheggi contro i civili nel Darfur.
In questo difficile contesto, che ha coinvolto l’intero Paese, è proseguito il nostro impegno per garantire servizi indispensabili alla popolazione della Diocesi di Rumbek. In particolare abbiamo realizzato una rete idrica ad energia solare presso il centro sanitario di Yirol che fornisce servizi di cura ad oltre 60 mila persone. Nello specifico il centro si occupa di malati di TBC ed assistenza sanitaria a bambini e gestanti che in questa situazione risultano essere i pazienti più fragili. Importante è stato il nostro intervento alla realizzazione della stazione “Radio Good News” di Rumbek (attraverso la fornitura e l’installazione di un’antenna radio di 60 metri): fondamentale mezzo di comunicazione per la diffusione di informazioni di carattere sanitario ed educativo. La radio ha avuto inoltre un ruolo fondamentale nel processo di diffusione e sensibilizzazione della popolazione alla partecipazione al voto del referendum che ha portato all’indipendenza del Sud Sudan. In ambito educativo abbiamo profuso tutte le nostre forze per stendere il progetto della “Scuola per la Formazione degli Insegnanti – Mazzolari Teachers College” a Cueibet, quello che sarà l’ultimo sogno di p. Cesare che proprio nell’estate 2009 porta la voce del Sudan alla 30° edizione del Meeting di Rimini per l’amicizia fra i popoli in occasione della conferenza “La Nostra Africa”.
- Stazione di Radio Good News
- Rete idrica solare presso il centro sanitario di Yirol
- p. Cesare Mazzolari al Meeting di Rimini 2009
Anno 2010
Nel febbraio 2010, il governo del Sudan e il JEM (Justice and Equality Movement) firmarono un accordo per il cessate il fuoco per perseguire la pace nella regione. In questo periodo prende avvio il processo che avrebbe portato all’indipendenza del Sud Sudan. Nel frattempo, a inizio 2010 in Italia fervono i preparativi per l’invio del primo materiale necessario per l’avvio dei lavori al Mazzolari Teachers College. 4 container carichi di moduli abitativi, reti, cancelli e pali per la recinzione dell’intera area dell’MTC partono da Genova e raggiugono Cueibet ad Aprile 2010. P. Cesare con il team di CESAR posa e benedice la prima pietra: una nuova e importante avventura ha inizio! Nelle altre missioni della diocesi di Rumbek continuano i programmi di contrasto alla malaria e alla malnutrizione in collaborazione con il nostro partener locale Arkangelo Ali Association.
In Italia CESAR avvia due importanti progetti per sensibilizzare i ragazzi sulla situazione educativa in Sud Sudan: insieme al MIUR viene lanciato il primo concorso nazionale per le scuole primarie e secondarie italiane dal titolo “Aggiungi un posto in classe…c’è un compagno in più”. E in collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics realizza il libro a fumetti “Diario di un viaggio in Sudan” che mette in scena una storia di impegno e passione da cui emergono anche le molte verità dell’Africa: quelle della storia, della società, della cultura e delle relazioni con gli altri continenti.
- A marzo posa della prima pietra dell’MTC
- Concorso scuole- Aggiungi un posto in classe
- Diario di viaggio in Sud Sudan, libro a fumetti
Anno 2011
Tra il 9 e il 15 gennaio 2011 si è tenuto il referendum per l’indipendenza del Sud Sudan che ha portato alla creazione il 9 luglio dello stesso anno del nuovo stato indipendente: la Repubblica del Sud Sudan. Il referendum, approvato dal 99% dei votanti, è stato parte del Comprehensive Peace Agreement (CPA) del 2005, che ha portato alla fine della seconda guerra civile sudanese.
Il 9 luglio 2011 in occasione delle celebrazioni per l’indipendenza alla Freedom Square di Rumbek p. Cesare Mazzolari tiene un importante discorso che diventa un vero e proprio testamento spirituale lasciato alla neonata nazione “(…) Fa che possiamo amare il nostro Paese alla stregua dei nostri patrioti, che per esso diedero la vita. Solo così non dovremo più chiederci cosa faranno gli altri per noi, ma cosa noi, sud sudanesi, faremo il bene comune della nostra nazione”.
Il Sud Sudan diventa così il 54° paese indipendente in Africa e dal 14 luglio 2011, il Sud Sudan è il 193° membro delle Nazioni Unite.
Dopo aver lottato indefessamente insieme al suo popolo per ottenere l’autonomia del governo del nord, il cuore di padre Cesare smette di battere il 16 luglio 2011. Una settimana dopo la proclamazione dell’indipendenza, la diocesi di Rumbek si ritrova orfana del suo Vescovo, e vengono indetti tre giorni di lutto nazionale per colui che è considerato “Padre del Sud Sudan”.
Qualche settimana dopo la sua morte viene pubblicata la sua biografia da lui letta ed approvata dal titolo “Un Vangelo per l’Africa. Cesare Mazzolari, vescovo di una Chiesa crocifissa” a cura di Lorenzo Fazzini.
CESAR accoglie l’eredità del suo fondatore e si impegna a portare avanti i programmi educativi e sanitari nelle missioni della diocesi di Rumbek; in particolare prosegue la costruzione del Centro per la formazione degli insegnanti di Cueibet, ultimo grande sogno di p. Cesare, che verrà a lui intitolato.
A dicembre 2011 Associazione CESAR si trasforma in CESAR Fondazione Mons. Cesare Mazzolari Onlus per onorare la memoria di p. Cesare e portare avanti nel suo nome la missione da lui iniziata.
- 9 luglio 2011 – Rumbek Celebrazione Indipendenza
- Libro biografia p. Cesare “Un Vangelo per l’Africa”
- Cattedrale di Rumbek – Sepoltura p. Cesare.
Anno 2012
Nel 2012 il Sud Sudan, indipendente da appena un anno, si trova a dover affrontare diverse sfide:
-
Conflitti tribali
-
Crisi petrolifera : i rapporti tra Sudan e Sud Sudan si deteriorano portando alla sospensione delle esportazioni di petrolio da parte del Sud Sudan che accusa il Sudan di sottrarre parte del greggio;
-
Sfide economiche: l’economia del Sud Sudan, dipendente dal petrolio, subisce un duro colpo a causa della crisi col Sudan
-
Integrazione delle forze armate: la fusione delle diverse milizie che avevano combattuto per l’indipendenza in un unico esercito nazionale si rivela un processo difficile, contribuendo alle tensioni e ai conflitti.
In questo stesso anno la Fondazione, insieme alla Diocesi di Rumbek, raggiunge un grande traguardo educativo: prendono avvio i primi corsi per la formazione degli insegnanti presso il Mazzolari Teachers College di Cueibet.
- Cartina Oleodotti e raffinerie tra Sudan e Sud Sudan
- Distribuzione gruppi etnici in Sud Sudan
- Primo gruppo di studenti del Mazzolari Teachers College di Cueibet
Anno 2013
A marzo a Khartoum e Juba si accordano per la ripresa dell’estrazione del petrolio e per il ritiro delle rispettiva truppe dalle zone di confine ancora contese. Pochi mesi dopo a luglio, Salva Kiir rimuove dalla vicepresidenza Riek Machar e licenzia tutti i ministri. Ad agosto il presidente forma un nuovo governo escludendo Machar e accusandolo di aver messo a punto un colpo di stato che scatena una nuova guerra civile. Questo comporta un aumento del numero degli sfollati e una tremenda carestia che mette a repentaglio migliaia di vite.
In questo anno la nostra Fondazione si impegna in ambito sanitario nelle missioni della Diocesi di Rumbek con l’avvio del progetto “Stop alla malnutrizione” per curare e prevenire la malnutrizione tra i bambini dagli 0 ai 5 anni.
In ambito educativo ci siamo impegnati nella costruzione della scuola primaria di Aliap gemellata dal 2005 con la comunità di Gussago (Bs). Inoltre abbiamo sostenuto la prima borsa di studio universitaria femminile che ha permesso a Mary Mayang di studiare economia e commercio presso l’Università Cattolica dell’Africa Orientale di Nairobi
- Programma sanitario “Stop alla malnutrizione”
- Scuola primaria presso la missione di Aliap
- Mary Mayang in Università
Anno 2014
Gli scontri tra i sostenitori del presidente Salva Kiir e quelli dell’ex vicepresidente Riek Machar si sono intensificati, portando a una guerra civile su vasta scala. La guerra civile ha causato più di 50 mila nuove vittime e ha costretto 4 milioni di persone a fuggire dai propri villaggi, ha innescato una grave crisi umanitaria, con milioni di persone che hanno avuto bisogno di assistenza alimentare, medica e di protezione.
In questo anno Fondazione Cesar continua a sostenere l’educazione in Sud Sudan formando insegnanti qualificati presso il Mazzolari Teachers College (con un programma speciale rivolto alle donne che desiderano frequentare) e attraverso la borsa di studio universitaria di Mary iscritta alla facoltà di economia e commercio presso l’Università Cattolica dell’Africa Orientale di Nairobi.
Anche il progetto Stop alla malnutrizione procede per tutto l’anno presso l’ospedale di Marial Lou: più di 8000 bambini sotto i 5 anni d’età hanno ricevuto assistenza medica e cure mirate… un grande traguardo!
- Le donne di Rumbek chiedono la Pace
- Studenti Mtc
- Ospedale Marial Lou
Anno 2015
Il conflitto tra le forze governative e i ribelli, iniziato nel dicembre 2013, è proseguito per tutto il 2015, portando a scontri violenti in diverse regioni. La guerra civile ha causato un aumento degli sfollati interni e dei rifugiati nei paesi vicini. Il conflitto ha alimentato tensioni settarie tra i diversi gruppi etnici, in particolare tra Nuer e Dinka, che hanno portato a ulteriori violenze e massacri.
In questo anno Fondazione Cesar, insieme al comune di Gussago (BS), ha realizzato un pozzo con sistema di pompaggio ad energia solare presso la comunità di Aliap. Abbiamo inoltre realizzato degli orti per la comunità di Langcok, un campo profughi di 7000 persone a Nord di Rumbek e un progetto sportivo per educare i bambini alla pace e al perdono. Proseguono inoltre i progetti di contrasto alla malnutrizione e il sostegno all’educazione attraverso la formazione degli insegnanti (MTC) e l’educazione femminile presso la Loreto Girls Secondary school di Rumbek e la borsa di studio universitaria di Mary Mayang.
Il 2015 è anche l’anno in cui Cesar presenzia all’Expo con il concorso per le scuole italiane “Cibo sano, cibo per tutti” sensibilizzando sul tema della fame e della distribuzione delle risosrse alimentari nelle diverse parti del mondo.
- Pozzo Aliap
- Orti Langcok
- Cesar all’Expo 2015
Anno 2016
Nel 2016, il Sudan del Sud ha vissuto un periodo di forte instabilità e violenza a causa della guerra civile in corso.
Nel luglio, scontri a Juba, la capitale, tra le forze del presidente Salva Kiir e quelle del suo ex vice Riek Machar, hanno provocato la morte di centinaia di persone e il ferimento di altre migliaia. Questi combattimenti hanno segnato una grave escalation del conflitto e portato al ritiro di molti operatori umanitari. Inoltre, ci sono stati attacchi contro i caschi blu dell‘ONU.
In questo anno Fondazione Cesar prosegue il sostegno alla Loreto Girls Secondary School di Rumbek (educazione femminile), al Mazzolari Teachers College di Cueibet (sia attraverso i corsi di formazione per insegnanti che attraverso l’informatizzazione del centro), al progetto Stop alla malnutrizione (rivolto ai bambini sotto i 5 anni e alle loro madri). Il 2015 è anche l’anno della laurea di Mary Mayang in Economia e Commercio, una delle prime ragazze sud sudanesi a raggiungere questo grande traguardo!
In Italia prende inoltre avvio il progetto di inclusione sociale rivolto alle donne inoccupate e disoccupate del territorio di Brescia e provincia: un corso di sartoria per apprendere una professione e ottenere una certificazione immediatamente spendibile nel mondo del lavoro. Nelle prime 2 settimane del mese di ottobre è stata inoltre allestita, presso il centro Paolo VI di Concesio (BS), la mostra “Persona per gli altri” dedicata a Padre Cesare Mazzolari per sensibilizzare il pubblico al tema del Sud Sudan e far conoscere l’impegno di P. Cesare per gli ultimi del mondo.
- Laurea di Mary Mayang
- Gruppo donne progetto sartoria Italia
- Mostra “Persona per gli altri”
Anno 2017
Nel 2017 a sei anni dall’indipendenza e nonostante i molti aiuti umanitari il paese è ancora poverissimo e devastato da una sanguinosa guerra civile. La situazione resta molto grave e in molte regioni si parla ancora di emergenza per carenza di cibo. Circa un terzo dei 12 milioni di abitanti è sfollato. In tutto questo, la situazione economica del paese è molto grave: la produzione di petrolio è diminuita passando dai 245 mila barili al giorno di prima dell’inizio della guerra civile del 2013 ai 160 mila. Il PIL, cresciuto rapidamente dopo l’indipendenza, è crollato. L’inflazione (secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale) è al 370 per cento e la maggior parte delle entrate viene utilizzata dal governo per la sicurezza: cioè per finanziare la guerra in corso.
Nonostante le difficoltà, Fondazione Cesar continua la sua attività: a Cueibet proseguono i corsi di formazione degli insegnanti e l’edificio viene completato con un impianto di 30 pannelli solari per fornire energia pulita. Continua il sostegno alle borse di studio per le ragazze frequentanti la Loreto Girls Secondary School di Rumbek. Per contrastare la grave carenza alimentare si è provveduto ad attivare il programma “Un orto per Nyancot” e “Mai più soli” ad Agok per migliorare la sicurezza alimentare dei malati di lebbra e delle loro famiglie. Senza tralasciare la campagna di prevenzione alla malnutrizione attraverso il progetto “Stop alla malnutrizione”.
- Loreto School- Borse di studio secondaria
- Agok- distribuzione sementi progetto agricolo
- Stop alla malnutrizione
Anno 2018
Nel giugno 2018, è stato raggiunto un accordo di pace che prevedeva la creazione di un governo di transizione per i 36 mesi precedenti le elezioni nazionali. Questo cessate il fuoco è stato violato poche ore dopo la sua entrata in vigore, con combattimenti tra le forze filogovernative e i ribelli. Il Sud Sudan si trova sull’orlo della carestia, una situazione aggravata dalle massicce inondazioni che si sono verificate. La crisi umanitaria, una delle più gravi a livello mondiale, è alimentata dalla continuità dei conflitti, dalla diffusione di epidemie come il colera e da una grave carenza di cibo.
Fondazione CESAR avvia il progetto educativo “Il lavoro che vorrei. Insieme a Damiana” a sostegno delle prime borse di studio universitarie per ragazze. Per contrastare l’emergenza alimentare Cesar ha inviato 145.000 pasti a Rumbek garantendo un pasto sicuro a 6.000 persone per un mese. Sempre nell’ottica della sicurezza alimentare è stato implementato il progetto “Con un pezzo di pane” con la fornitura di una macina e un forno per la produzione di pane presso la Loreto School di Rumbek. Una macina per lavorare i cereali ed ottenere farina è stata acquistata per la missione dei Aliap.
- Avvio progetto “Il lavoro che vorrei”
- Rumbek – Loreto School: produzione pane
- Distribuzione 145.000 pasti a Rumbek
Anno 2019
Rapimenti di civili. Raid armati. Carestia. Esecuzioni extragiudiziali. Questa è la fotografia del Sud Sudan dall’inizio del 2019, nonostante il governo del presidente Salva Kiir abbia firmato il 12 settembre 2018 ad Addis Abeba un accordo di cessate il fuoco con Riek Machar, ex vicepresidente e ora leader dei ribelli. L’11 aprile Papa Francesco compie un gesto inatteso a Santa Marta, dove conclude il ritiro spirituale in Vaticano delle massime autorità religiose e politiche sud sudanesi ideato dall’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby. A loro il Pontefice rivolge un discorso in cui, a più riprese, implora il dono della pace per il popolo del Sud Sudan sfigurato da quasi sei anni di guerra civile e da oltre 400mila morti. Poi rende concreta questa preghiera inchinandosi davanti al presidente Salva Kiir e ai vicepresidenti designati, tra cui Rebecca Nyandeng De Mabior, vedova del leader sud sudanese John Garang, e Riek Machar, leader dell’opposizione, per baciare loro i piedi.
In questo scenario Fondazione CESAR continua senza sosta la sua attività: al Mazzolari Teachers College di Cueibet, dove proseguono i corsi per il miglioramento delle competenze degli insegnanti, si è provveduto all’installazione di una nuova cisterna d’acqua da 20.000 lt per garantire disponibilità d’acqua sicura e potabile all’interno del compound. Per quanto riguarda l’educazione femminile prosegue il sostegno alle studentesse Mary, Duruka e Elizabeth, inserite nel programma “Il lavoro che vorrei – Insieme a Damiana”.
E non viene meno l’impegno alla lotta contro la malnutrizione con una novità: il programma si sposta all’ospedale di Gordhim, nella regione del Nord Bahr el Gazhal classificato come stato segnato da grave insicurezza alimentare.
- Papa Francesco bacia i piedi ai leader del Sud Sudan
- Taniche installate presso MTC Cueibet
- Mary inserita nel progetto “Il lavoro che vorrei”
Anno 2020
Nel 2020, il Sud Sudan ha visto la fine ufficiale della guerra civile con il completamento della formazione di un governo di unità nazionale all’inizio dell’anno, ma la violenza è continuata a livello locale, causata da conflitti etnici e criminalità. Questo ha comportato un massiccio aumento delle vittime civili (2.421 uccisi) e ha esacerbato la gravissima crisi umanitaria già in corso, con un numero significativo di sfollati interni e rifugiati. Milioni di persone sono sfollate interne e milioni sono fuggite nei paesi limitrofi, soprattutto Uganda. La carestia rimane una minaccia seria, e il Sud Sudan necessita ancora di massiccia assistenza umanitaria. In questa difficile situazione incombe anche la piaga del Covid: il primo caso confermato nel Paese è del 5 aprile 2020.
Fondazione CESAR prosegue la lotta contro la malnutrizione, ma implementa anche il progetto “Water for Life” che ha visto la realizzazione di 3 pozzi d’acqua nella comunità di Maker Kuei e non si ferma, nonostante le difficoltà, nel fornire supporto educativo tramite il Mazzolari Teachers College e il progetto per la formazione universitaria delle ragazze “Il lavoro che vorrei”.
In Italia la Fondazione è vicina alla popolazione di Brescia e provincia, duramente colpita dal Covid19, garantendo la distribuzione di mascherine di comunità realizzate dalle donne che nel 2019 avevano partecipato ai corsi di sartoria per disoccupati.
- Studenti del MTC mandano un messaggio di incoraggiamento per la diffusione di Covid in Italia
- Water for Life- nella comunità di Maker Kuei
- Produzione mascherine di comunità a Concesio (BS)
Anno 2021
Nel 2021, il Sud Sudan ha continuato ad affrontare crisi umanitarie complesse, aggravate da inondazioni che hanno colpito oltre un milione di persone, e dalla persistente precarietà derivante da decenni di conflitti e una struttura economica fragile.
Nel 2021, Rumbek è stata al centro di due eventi principali: la nomina di padre Christian Carlassare a vescovo della Diocesi (dopo dieci anni di sede vacante) e un attacco intimidatorio subito da quest’ultimo pochi giorni dopo il suo arrivo.
Nel corso dell’anno Fondazione CESAR ha dato vita al progetto “Illumina il futuro delle donne del Sud Sudan” per la fornitura di energia elettrica presso il centro S. Monica di Rumbek a favore delle donne impegnate in lavori di sartoria per la comunità. Continuano nel frattempo le attività del programma di contrasto alla malnutrizione, il sostegno ai maestri del domani che studiano presso MTC di Cueibet e a favore delle studentesse universitarie.
In Italia Fondazione CESAR avvia il laboratorio “Doppio Filo” che impiega donne disoccupate del territorio della provincia di Brescia in attività sartoriali.
In occasione del decimo anniversario della scomparsa del fondatore p. Cesare Mazzolari viene pubblicato il volume “Il ricordo di padre Cesare” che raccoglie testimonianze di persone che con lui hanno percorso un tratto di strada.
- P. Christian Carlassare- nuovo Vescovo di Rumbek
- Donne del centro S. Monica di Rumbek
- Il ricordo di padre Cesare. A 10 anni dalla sua scomparsa
Anno 2022
Nel 2022, il Sud Sudan affronta pesanti alluvioni per il quarto anno consecutivo, che inondano due terzi del Paese. Dal punto di vista economico, il PIL nominale è di circa $5,73 miliardi, con un PIL pro capite nominale di $392. Le sfide per la popolazione includono una situazione di povertà diffusa, tensioni sociali e politiche e la dipendenza dall’aiuto umanitario, con circa nove milioni di persone che necessitano di assistenza. La mancanza di accesso ad acqua pulita ha portato le persone a utilizzare fonti non trattate, aumentando il rischio di malattie. Un’epidemia di colera continua a diffondersi, con oltre 46.000 casi segnalati.
Fondazione CESAR interviene sul campo implementando ulteriormente il programma di lotta alla malnutrizione. Al Mazzolari Teachers Center prende avvio il progetto “Trauma e Riconciliazione” per promuovere la convivenza sana e la coesistenza armoniosa tra le comunità dislocate all’interno della Diocesi di Rumbek. In ambito socio sanitario CESAR implementa il programma “Da malato a leader di comunità” con l’obiettivo di fornire cure mediche specializzate, sensibilizzare la popolazione per combattere l’emarginazione e offrire un’occasione di lavoro e reinserimento in società agli ex malati di lebbra, una piaga ancora presente in Sud Sudan. E con grande gioia Duruka, inserita nel progetto borse di studio “Il lavoro che vorrei”, si laurea in Logistica all’Università di Kampala in Uganda.
In questo stesso anno, 3 giovani volontari di CESAR intraprendono un viaggio a Rumbek con la missione “Ricostruzione in cammino” il cui obiettivo è quello di fare sopralluoghi e valutazioni insieme a p. Christian per capire come impostare i progetti futuri.
In Italia CESAR promuove insieme al MIUR il progetto dedicato alle scuole dal titolo “Team for peace” per educare alla pace attraverso lo sport.
- Da malato di lebbra a leader di comunità
- Viaggio a Rumbek di 3 giovani volontari CESAR
- Duruka laureata in Logistica all’Università di Kampala
Anno 2023
Nel 2023, il focus si è concentrato sulla grave crisi umanitaria e il conflitto in corso in Sudan, scoppiato nell’aprile 2023 tra esercito e milizie, generando milioni di sfollati e fame acuta, con il Sud Sudan che ha dovuto continuare a far fronte alla sua fragilità e a sfide infrastrutturali, ospitando anche rifugiati dal conflitto vicino, in un contesto di tensioni regionali.
In questo contesto difficile accade un evento storico: dal 3 al 5 febbraio Papa Francesco, insieme all’arcivescovo di Canterbury e al moderatore della Chiesa di Scozia si recano insieme a Juba per una visita apostolica che porta con sé un profondo messaggio di pace e comunione fraterna per la popolazione, ed in particolare per i giovani. Cesar è presente all’evento con una giovane volontaria che, insieme ai giovani della Diocesi di Rumbek, affronta il pellegrinaggio che da Rumbek li porta a Juba ad incontrare il Pontefice.
La Fondazione prosegue con l’implementazione di programmi educativi al MTC e alla Loreto School e il progetto di contrasto alla malnutrizione attraverso attività di prevenzione per le mamme e i bambini. Cesar, in collaborazione con il partner locale One Drop for All, ha sostenuto un’importante progetto di empowerment femminile in Kenya a favore di donne affette da HIV o vedove a causa di questa piaga che ancora colpisce in particolare le aree più rurali del Paese.
- Papa Francesco a Juba con i giovani di Rumbek
- Il Potere dell’Istruzione – Loreto School
- Progetto di empowerment femminile in Kenya
Anno 2024
Nel 2024, il Sud Sudan ha continuato ad affrontare crisi umanitarie e sanitarie aggravate dal conflitto in Sudan, con un peggioramento dell’accesso ai servizi essenziali ed ai medicinali. La situazione è stata complicata anche dall’afflusso di rifugiati dal vicino Sudan, ma la Chiesa locale ha mantenuto la speranza, guidando azioni concrete, mentre le tensioni interne e le infrastrutture carenti hanno segnato la vita quotidiana.
Fondazione Cesar è presente sul campo portando il suo contributo in ambito educativo in particolare a sostegno dell’Università Cattolica di Rumbek, per rendere migliori e più funzionali gli ambienti del Campus. Continua a camminare al fianco delle ragazze della Loreto School con il progetto “Education 4 Life” per fornire formazione di qualità e valorizzare l’educazione femminile e poi alle borse di studio per studentesse universitarie. Senza tralasciare l’impegno a favore del progetto “Stop alla malnutrizione” e all’orfanotrofio “Casa della Speranza” di Rumbek.
In questo anno Fondazione CESAR realizza il documentario “ULTIMI: Nato per ultimo e sepolto dal silenzio: la storia mai raccontata del Sud Sudan” registrato nelle missioni della diocesi di Rumbek dove da quasi 25 anni implementa progetti umanitari, di formazione e sanitari. L’obiettivo del docufilm è quello di fare in modo che il mondo conosca una terra dimenticata ancora prima di nascere.
- Università Cattolica di Rumbek
- Progetto Education4Life
- Orfanotrofio Casa della Speranza
Anno 2025
Nel corso del 2025 la Repubblica del Sud Sudan affronta una crisi umanitaria e di sicurezza aggravata, con milioni di sfollati interni e rifugiati in fuga (oltre 2 milioni le persone sfollate e centinaia di migliaia costrette a fuggire in paesi vicini), mentre il sistema sanitario collassa sotto il peso della malaria e di altre malattie prevenibili. Nonostante sia una delle peggiori crisi umanitarie, spesso passa in secondo piano a livello globale.
In questo contesto Fondazione CESAR prosegue senza sosta la sua attività nell’anno del suo 25° anniversario di fondazione portando avanti il motto :”ogni sorriso è una vittoria” ! Tra i progetti educativi più importanti in atto ci sono la sistemazione del Campus Universitario di Rumbek, le borse di studio per studentesse della Loreto School e il supporto alle ragazze nel loro percorso universitario.
CESAR, nel corso della prima parte dell’anno, ha provveduto a far fronte all’emergenza sfollati, in particolare nella zona di Aweil (al confine con il Sudan), attraverso l’impiego di una clinica mobile per garantire cure, farmaci e cibo a bambini e donne incinte.
La Fondazione organizza numerosi eventi in varie zone d’Italia per presentare il docufilm “ULTIMI” allo scopo per dar voce a chi non ha voce. Il documentario rappresenta un grido d’allarme, un monito. Perchè finché il silenzio prevarrà, gli ultimi del mondo rimarranno ultimi per sempre.
- La nostra clinica mobile porta cibo e medicinali agli sfollati di Aweil
- Misurazione braccio con braccialetto MUAC per stabilire il grado di malnutrizione
- Docufilm “ULTIMI”











































































