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A CIASCUNO IL SUO PASTO

145.000 pasti per le missioni di Rumbek

Cibo sicuro distribuito a bambini, donne e anziani a rischio fame

 

 

Nel periodo compreso tra settembre 2018 e febbraio 2019 abbiamo avviato il progetto “A ciascuno il suo pasto”, a contrasto dell’emergenza fame nei territori della diocesi di Rumbek, in Sud Sudan. Grazie al sostegno di molti e alla collaborazione con Rise Against Hunger siamo riusciti a portare 145.000 pasti a oltre 6.500 persone dislocate nelle missioni di Tonj, Warrap, Marial Lou e Romic.

 

I DESTINATARI

Il 65% dei destinatari sono donne, di cui: 149 bambine sotto i 13 anni, 146 donne sotto i 36 anni, 1.077 donne sotto i 60 anni e 883 donne anziane.
Il 35%, di sesso maschile, suddiviso in: 764 bambini sotto i 13 anni, 753 uomini sotto i 36 anni, 451 uomini sotto i 60 anni e 321 uomini anziani.

Tra i beneficiari, circa il 10% erano persone con disabilità e lebbra, il 5% erano orfani e il 18% anziani senza possibilità di autosostenersi. L’invio dei pasti, ricco in vitamine, è stato molto apprezzato per la sua facilità di preparazione e l’alto contenuto nutrizionale, oltre al fatto di essere arrivato in un momento di grave emergenza alimentare.

In totale il progetto ha fornito il cibo necessario a 1.105 famiglie, il 9% in più di quelle stimate.

 

LE TESTIMONIANZE

 

 

«Pensavo che ormai non ci fosse più speranza per me e per i miei nipoti, ma sono così felice di sapere che c’è qualcuno che si prende cura di noi attraverso questi pasti che sono arrivati. Non so come ringraziarvi per darci la speranza di affrontare il domani, a noi anziani ma soprattutto ai più giovani».

Nella missione di Romic abbiamo incontrato molte famiglie e portato cibo non solo a mamme e bambini, ma anche a donne e uomini adulti e anziani in difficoltà.

 

 

 

 

 

«Grazie a quanti ci hanno mandato questo cibo. Molte persone qui a Romic hanno sofferto la fame a causa della siccità. Oggi possono tornare a sorridere sapendo di avere un pasto sicuro. Non dimenticateci!»

Padre Ireneo è vicino alla sua gente nella missione di Romic. Spiega come preparare i pasti e li distribuisce senza sosta ai più bisognosi.

 

 

 

 

 

 

«Sono felice che stasera i miei bambini avranno qualcosa da mangiare. Grazie a quanti ci hanno fatto avere questo cibo. Benedico la loro generosità!».

Tra i destinatari dei pasti del nostro programma contro l’emergenza fame c’è anche questa giovane mamma di Warrap.

 

 

 

 

 

L’APPELLO

I livelli di malnutrizione rimangono critici in molte aree, con 860.000 bambini sotto i 5 anni colpiti da malnutrizione acuta grave in tutto il Sud Sudan.
Anche nella diocesi di Rumbek, il numero delle famiglie colpite dall’emergenza fame continua ad aumentare.

Sostieni il progetto e aiuta con noi le famiglie sud sudanesi!

MALNUTRIZIONE A GORDHIM

Il progetto nutrizionale si sposta da Marial Lou a Gordhim

Continua l’impegno di CESAR contro la malnutrizione. Con una novità: il sostegno è a beneficio dei servizi offerti all’ospedale di Gordhim, situato nella contea di Aweil East nella regione del Northern Bahr el Gazhal.

 

A quest’area, nel nord-ovest del Sud Sudan, è stato assegnato il quinto grado della scala che le Nazioni Unite utilizzano per misurare lo stato d’insicurezza alimentare: significa emergenza grave, solo un passo prima della carestia. Di qui la scelta del nostro partner Arkangelo Ali Association di concentrare gli aiuti verso il centro sanitario di Gordhim, che serve questa zona.

 

Gordhim

L’ospedale di Gordhim è stato fondato dalla Diocesi di Rumbek nel 1998, ed è gestito da Arkangelo Ali Association dal 2006. Rispetto ad altre aree del Sud Sudan, il territorio di Aweil East è stato gravemente colpito da conflitti. Le condizioni di salute della popolazione qui sono molto precarie, indebolite dall’insicurezza e dalla scarsità di servizi socio-sanitari a disposizione. L’accesso ai servizi sanitari di cura e prevenzione è molto basso, soprattutto per la popolazione situata nelle aree più periferiche e rurali. Di conseguenza l’intera zona è afflitta da un pesante fardello di malattie in altri contesti prevenibili e curabili. L’ospedale serve metà della popolazione di tutta la contea: si parla di quasi 300.000 persone, di cui il 4% sono neonati, il 21% sono bambini tra 1 e 4 anni, e un altro 4% sono donne in gravidanza.

 

Cosa abbiamo fatto

Nei mesi di dicembre 2018 e gennaio 2019 557 bambini sono stati sottoposti a screening per la malnutrizione. Tra loro, 64 hanno presentato malnutrizione acuta moderata, mentre 102 erano affetti da malnutrizione acuta grave. In questi due mesi, 251 persone hanno beneficiato del programma nutrizionale: 166 bambini sotto i 5 anni e 85 donne in gravidanza o in fase di allattamento. Le attività svolte hanno incluso: misurazioni antropometriche (peso, altezza, circonferenza media del braccio, indice di massa corporea), esame fisico nei pazienti con evidente edema nutrizionale, classificazione del tipo di malnutrizione (acuta grave o moderata), consulenza sulle pratiche igienico-sanitarie di base per la preparazione dei cibi, supporto nutrizionale attraverso la somministrazione di razioni di cibo adeguate allo stato di gravità del paziente, cura continuativa dei pazienti registrati nel programma.

 

Prossimi obiettivi

L’obiettivo è proseguire con le attività di assistenza per poter rispondere alle esigenze di migliaia di mamme e bambini che ancora vivono in condizioni di grave emergenza alimentare e sotto la minaccia di morte causata da fame e povertà estrema. Questa realtà non può lasciarci indifferenti e ci spinge a lavorare con ancora più impegno e dedizione per il bene di molti. Sostieni il progetto!

DONNE E COMMERCIO EQUO

In occasione della Giornata internazionale delle donne

 

CESAR con Bottega Warawara ha aderito alla campagna promossa da World Fair Trade Organization in collaborazione con Assobotteghe – Botteghe del Mondo per evidenziare come il commercio equo e solidale sia promotore della condizione femminile.

 

I progetti associati alla vendita dei prodotti nelle botteghe Warawara contribuiscono a sostenere le donne affette da malnutrizione per migliorare la loro salute, e permettono a molte giovani di accedere al percorso di studi e sognare un futuro di libertà e indipendenza in Sud Sudan.

 

Femminile è anche il volto di chi ti accoglie nelle nostre botteghe solidali sul territorio, segno di un’iniziativa dove la donna è protagonista e motore di sviluppo.

 

Ogni prodotto è inoltre frutto di un progetto sociale e quindi mai scelto a caso. Per fare un esempio, le borse di carta scelte per confezione le colombe solidali proposte da CESAR per la Pasqua sono esse stesse prodotti equosolidali realizzate dalla cooperativa Silence di Calcutta (India), che coinvolge artigiani sordi dando loro l’opportunità di vivere dignitosamente con il loro lavoro.

 

Un circolo virtuoso a cui ciascuno di noi può partecipare. Come?

Passando in bottega e scegliendo i prodotti che preferisce!

TEMPO DI 5 PER MILLE

Una scelta che vale la pena: basta la tua firma e il nostro codice fiscale

 

COS’E’

Il 5 per mille è una piccola parte delle imposte Irpef dovuta allo Stato, ma è diversa dal resto delle tasse perché è possibile decidere a chi destinarla. Si tratta di una quota riservata, per legge, alle realtà senza fini di lucro iscritte al registro del 5 per mille. Non sostituisce l’8 per mille e il 2 per mille.

 

COME SI FA

Si può scegliere a chi destinare il 5×1000 con la dichiarazione dei redditi tramite CUD, 730 e UNICO persone fisiche: basta indicare al Caf o al proprio commercialista il codice fiscale di Fondazione CESAR (98092000177), accompagnato dalla propria firma nell’apposito riquadro.

 

QUANTO COSTA

Devolvere il 5 per mille non costa nulla. Semplicemente, grazie alla scelta effettuata, il 5 per mille dell’IRPEF viene devoluto a Fondazione CESAR anziché andare allo Stato.

 

E SE SONO ESENTE?

Sei esente da dichiarazione? Puoi comunque destinare il 5 per mille, comunicando la tua preferenza tramite il modello di certificazione unica (CU) o al Modello REDDITI persone fisiche.

 

QUANTO VALE IL MIO 5 PER MILLE?

Dipende dal tuo reddito! Un reddito di € 30.000 destinerà circa € 36. Più siamo, più iniziative sarà possibile sostenere, per lo sviluppo e la promozione umana in Italia e in Sud Sudan.

SCEGLI IL BENE: DESTINA IL TUO 5 PER MILLE A CESAR

Codice Fiscale 980 920 001 77

DONNA CORAGGIO 2019

Suor Orla Treacy vince il Premio Internazionale Donne Coraggiose 2019

Congratulazioni alla preside della Loreto School di Rumbek e al suo coraggio

 

Il Premio Internazionale Donne Coraggiose 2019 è un riconoscimento conferito annualmente dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America a donne di tutto il mondo che abbiano dimostrato leadership, coraggio, intraprendenza e disponibilità al sacrificio per gli altri, in particolare nella promozione dei diritti delle donne.

Non poteva esserci persona migliore di suor Orla Treacy a rappresentare il coraggio e la tenacia del lavoro portato avanti con le ragazze alla Loreto School di Rumbek. A premiarla, la first lady Melania Trump, in una cerimonia che ha visto protagoniste altre 9 donne da tutto il mondo cui è stato riconosciuto il coraggio speso per la causa femminile.

 

Suor Orla, testimonianza viva

«Mentre stavo ricevendo il premio ero molto consapevole delle nostre ragazze a Rumbek» ha detto suor Orla. «La mia speranza e sogno è che sia proprio una di loro, una giovane donna sud sudanese, a ricevere questo premio un giorno».

Era il 2006 quando suor Orla Treacy rispose “sì” all’appello di padre Cesare Mazzolari, allora vescovo di Rumbek, che chiedeva un aiuto per le giovani sud sudanesi costrette a matrimoni forzati e private del diritto all’istruzione. Da allora la missione si è estesa e oggi comprende:

– una scuola primaria mista frequentata da 1200 bambini
– una scuola secondaria femminile con 300 studentesse
– un punto di primo intervento per mamme e bambini, che offre ogni mese 1600 visite mediche

 

Siamo orgogliosi di sostenere l’educazione femminile al fianco della Loreto School di Rumbek: una realtà che profuma di coraggio e speranza!

Sostienila con noi

 

RAGAZZE DA 10 E LODE

La parola a Elizabeth, Mary e Duruka: all’università grazie alle borse di studio CESAR

 

Il primo anno di studi universitari sta per volgere al termine. Per Duruka, Elizabeth e Mary sono stati mesi intensi, pieni di novità, di sfide, di lezioni imparate e di passi fatti. Le giovani studentesse sud sudanesi ci raccontano come sta andando la loro esperienza, resa possibile grazie alle borse di studio «Insieme a Damiana».

 

ELIZABETH, A NAIROBI PER DIVENTARE INSEGNANTE

«Una delle metodologie d’insegnamento universitarie è il lavoro di gruppo. Prevede dibattiti e presentazioni in classe a cui ho preso parte con entusiasmo. Sono diventata responsabile di gruppo, e per me è stata un’importante esperienza formativa, non solo a livello di curriculum ma soprattutto personale. Mi è stato difficile abituarmi al fatto di fare molte ricerche e utilizzare la tecnologia per portarle a termine, ma anche questa è stata un’occasione per chiedere l’aiuto degli altri e fare così nuove amicizie». Elizabeth ha una media del distinto nel certificato degli esami sostenuti, e terminerà il suo primo anno a maggio.

 

 

DURUKA, IN UGANDA PER STUDIARE LOGISTICA

«Sono orgogliosa dei miei risultati del primo periodo, che presentano una media più alta del distinto! Sto lavorando sodo per essere al passo con gli esami e per tirare fuori il meglio possibile da quest’esperienza. Sono molto grata che ci siano persone che stanno rendendo possibile tutto questo! Spero di poter tornare in Sud Sudan con la mia laurea e lavorare nel settore per contribuire allo sviluppo del mio Paese e della mia comunità».

 

 

 

MARY E IL SUO MASTER IN GESTIONE PROGETTI

«Il master qui a Nairobi mi sta piacendo molto. Ho conosciuto compagni di classe e professori in gamba, che mi hanno messo a mio agio in questi mesi. Trovo che sia un ambiente di studio davvero molto positivo, oltre che appropriato rispetto all’esperienza di stage svolta nei mesi precedenti all’ufficio progetti della Loreto School. Spero di poter acquisire nuove competenze da impiegare per il mio Paese e per aiutare la mia famiglia». Anche il primo semestre di Mary si è chiuso con una B+, equivalente a un distinto: un’ottima premessa al nuovo semestre appena iniziato e che terminerà a giugno.

 

 

AIUTACI A SOSTENERE IL SECONDO ANNO DI STUDI DI MARY, ELIZABETH E DURUKA!

ISCRIZIONI APERTE AL CORSO DI CUCINA

A Cogozzo nuova opportunità per disoccupati.
Imparare il mestiere e accedere al lavoro

 

Non si ferma l’impegno della Fondazione CESAR per il territorio locale.

A partire dall’11 marzo all’oratorio “San Domenico Savio” di Cogozzo (Villa Carcina) si aprirà una nuova edizione del corso di cucina.

Dedicato a persone disoccupate alla ricerca di nuove opportunità di inserimento lavorativo.

 

Il corso è ideato in collaborazione con Yous, ente di formazione accreditato presso la Regione Lombardia, e guidato dallo chef Basilio D’Ambrosio. Propone 142 ore di formazione gratuita per fornire competenze qualificate nel settore dell’enogastronomia a chi non ha un lavoro.

 

Al suo interno, ogni allievo avrà la possibilità di apprendere le competenze necessarie per l’inserimento lavorativo. Alla formazione teorica saranno alternate sessioni di pratica, indispensabili per acquisire competenze e professionalità. Il programma prevede lezioni settimanali dal lunedì al mercoledì dalle 8.30 alle 14.30, dall’11 marzo fino al 14 maggio.

 

Tra i requisiti d’ammissione rientrano la maggiore età, una buona conoscenza della lingua italiana e la determinazione nel raggiungimento degli obiettivi. Il percorso formativo prevede il rilascio dell’attestato di frequenza e del certificato HACCP necessario per lavorare nel settore.

 

L’attività formativa rientra tra le iniziative d’inclusione sociale che la Fondazione CESAR promuove sul territorio locale da alcuni anni, in parallelo alla missione umanitaria in Sud Sudan. A fare da guida il motto del fondatore mons. Cesare Mazzolari “Non lasciare indietro nessuno, ovunque sia”, che ha spinto a cogliere le esigenze del territorio facendo nascere progetti per favorire l’integrazione sociale e l’inserimento lavorativo.

 

Dal 2016 ad oggi si contano all’attivo 4 laboratori di cucito e sartoria e 5 edizioni del corso di cucina in varie formule (base, avanzato e completo), tutti caratterizzati dall’accesso gratuito e riservati a persone senza occupazione.

 

Per il corso in partenza a marzo sono già aperte le iscrizioni. E’ possibile richiedere informazioni e iscriversi fino a esaurimento posti passando dalla segreteria della Fondazione CESAR dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12 e dalle 13.30 alle 15.30, oppure chiamando lo 030/2180654.

A COGOZZO I BIMBI PASSANO DALLE PAROLE AI PASTI

Oltre 11.000 pasti confezionati in un’ora per i coetanei sud sudanesi

 

Pasti per l’emergenza fame in Sud Sudan.

In occasione dell’annuale festa patronale di Cogozzo (Brescia), ieri c’è stato spazio per un pomeriggio all’insegna del divertimento e finalizzato ad una buona causa: il confezionamento di pasti da inviare alle famiglie più bisognose della diocesi di Rumbek, in Sud Sudan.

Al suono del gong i 75 volontari presenti – 45 bambini e 30 adulti – si sono posizionati attorno ai tavoli assegnati e hanno prestato braccia, gambe e cuore per confezionare i pasti destinati al progetto A ciascuno il suo pasto.

L’oratorio San Domenico Savio di Cogozzo si è riempito da subito di una sana competizione guidata dall’entusiasmo e da una specifica suddivisione di ruoli: chi incaricato di gestire le porzioni di riso, chi di aggiungere la soia o le verdure; altri impegnati nel controllo del peso di ogni confezione e nella sigillatura delle buste. Una catena di montaggio umana e intergenerazionale che insieme ha superato il risultato previsto.

In poco più di un’ora, infatti, l’impegno di grandi e bambini si è concretizzato in ben 11.500 porzioni di cibo, imbustate e confezionate in 52 pacchi che ora sono pronti per essere inviati in Sud Sudan, a contrasto dell’emergenza fame che sta attanagliando la giovane nazione africana.

«Le idee grandi nascono da fatti piccoli – ha detto il parroco don Fausto Gnutti – siamo riusciti a raggiungere un obiettivo che sulla carta sembrava improponibile, mentre i bambini, protagonisti di questa giornata, c’insegnano che niente è impossibile, che la fame si può vincere giocando in squadra per il bene».

In collaborazione con Rise Against Hunger, lo scorso anno sono già stati inviati 145.000 pasti. L’obiettivo del 2019 è raddoppiare la quantità di cibo per estendere gli aiuti umanitari a più bambini e famiglie.

 

CIBO SICURO A SCUOLA

Il progetto per l’inserimento di una macina per la lavorazione dei cereali e di un forno per la produzione di pane è finalmente completato e oggi contribuisce a garantire alla comunità della Loreto School – insegnanti, studenti e personale – cibo sicuro e sostenibile.

 

Risultati raggiunti

L’introduzione della macina e del forno ha aumentato la sostenibilità della scuola, permettendo di risparmiare sui costi di trasporto e di lavorazione dei cereali di produzione propria: mais, sorgo, e arachidi. Il coinvolgimento di un panettiere ha permesso di formare un gruppo di donne della comunità alla preparazione del pane. Oggi vengono preparati oltre 800 panini al giorno, che coprono il fabbisogno di oltre 1300 persone presenti nella scuola. Inoltre vengono preparati anche i mandazi, tipici panini dolci fritti locali che danno varietà alla dieta di studenti e staff.

 

Voci dal campo

«Sono Ajok, mamma di 6 bambini. Lavoro come panettiera alla Loreto School. Ogni mattina prendo la farina dal magazzino e inizio a cucinare il pane. Ho anche imparato a fare i mandazi! Questo lavoro mi aiuta a pagare le rette scolastiche dei miei figli e mi permette di portare a casa un po’ di farina di mais ogni mese».

«Mi chiamo Athen, e inizialmente lavoravo come cuoca per i bambini della primaria. Poi mi sono ammalata, ho ricevuto le cure necessarie nella clinica presente alla Loreto School, e quando sono tornata mi è stato proposto di lavorare al forno. Con quanto ho guadagnato sono riuscita a comprare un toro che ci ha molto aiutato a coltivare la terra nella stagione delle piogge, e di questo sono molto grata».

 

Sfide

Nella comunità di Maker Kuei, dove sorge la scuola, i leader dei clan si sono impegnati a una tregua con le fazioni opposte. Inoltre il governo sud sudanese ha condotto una politica di disarmo che ha ridotto le sparatorie e quindi la violenza, favorendo una maggiore sicurezza nell’area. Nonostante questo, il conflitto rimane una dura realtà, che logora e tiene alto il rischio in tutta l’area circostante. In questa situazione, la Loreto School continua a essere luogo di accoglienza e formazione, e chiede il nostro aiuto per poter essere sempre più quell’eccellenza che per tante ragazze costituisce un riscatto da una vita trascorsa nell’oppressione.

 

SOSTIENI LE STUDENTESSE DELLA LORETO SCHOOL!


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